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Baseball per Ciechi in Madagascar: in viaggio per l’autonomia e l’inclusione

Di Roberta Gatto

baseball«Ci sono viaggi che iniziano con una valigia e altri che nascono da un sogno». Così Giuseppe Tocco, presidente della squadra di Baseball per ciechi Thurpos Ets, annuncia la partenza del progetto “BxC in Madagascar”. Un’iniziativa capace di unire sport, solidarietà e inclusione.

In viaggio per l’autonomia

Il progetto, fortemente voluto dalla squadra sarda, ha preso forma «molto prima della partenza» spiega Tocco, «con un’idea, tanta determinazione e la certezza che lo sport possa cambiare la vita delle persone». Ora quel sogno prende vita: il gruppo è pronto a raggiungere il Madagascar, portando con sé palline, mazze e materiale sportivo, ma soprattutto un progetto da condividere e far crescere.

Un percorso oltre lo sport

«Il progetto» prosegue Tocco, «vuole offrire ai ragazzi non vedenti nuove opportunità: strumenti per conquistare autonomia, occasioni di incontro e la possibilità di sentirsi parte di una squadra, dentro e fuori dal campo». Il Baseball diventa così il punto di partenza di un percorso in grado di unire attività sportiva, inclusione e relazioni.

«L’obiettivo» conclude il presidente, «è costruire qualcosa che possa continuare a crescere anche quando la squadra sarà tornata a casa». Dietro il viaggio ci sono mesi di lavoro, impegno e sacrifici. «A renderlo possibile hanno contribuito persone che hanno creduto nell’iniziativa e tante mani che si sono unite per sostenerla» conclude Tocco. «A ciascuna di loro va il ringraziamento sincero della squadra: questa partenza è anche il risultato di una rete di solidarietà che ha aiutato a trasformare un’idea in un impegno concreto».

Tra autonomia e continuità

La squadra parte con un obiettivo ben definito: non essere protagonista, ma condividere esperienze e imparare gli uni dagli altri. Secondo il presidente Tocco, il valore del viaggio sta infatti nella possibilità di lasciare qualcosa che possa continuare nel tempo. «Più delle sole attrezzature, conta il desiderio di costruire insieme un’esperienza sportiva che offra nuove occasioni di partecipazione». Con la squadra parte quindi anche un’idea: il limite non è ciò che non possiamo vedere, ma ciò che smettiamo di credere possibile.

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