Tumore del pancreas metastatico, via libera dell’Ema a un nuovo farmaco
Di Vito Fiori
Nuovo e importante passo avanti nella ricerca di terapie contro il tumore del pancreas metastatico. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha infatti espresso il suo parere positivo su Daraxonrasib, commercializzato con il nome di Rasonque, raccomandandone l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione europea. Il farmaco, già approvato negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration (Fda) in agosto, attualmente è tra le terapie più attese dai pazienti, tanto da aver contribuito ad alimentare storie di viaggi della speranza oltreoceano per accedere al trattamento.
Il parere favorevole è stato adottato dal Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema e rappresenta un passaggio importante, pur se non ancora definitivo, verso la disponibilità della terapia anche nel vecchio Continente. La raccomandazione sarà ora trasmessa alla Commissione europea, a cui spetta decidere sul rilascio dell’autorizzazione valida in ognuno degli Stati membri. Prezzo e rimborsabilità saranno invece stabiliti a livello nazionale, secondo le procedure dei singoli Paesi.
A chi è destinato il farmaco
Daraxonrasib è una terapia orale indicata per gli adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico che abbiano già ricevuto in precedenza almeno un trattamento. Si tratta di una malattia caratterizzata da una prognosi particolarmente sfavorevole e da opzioni terapeutiche piuttosto limitate, soprattutto quando il tumore progredisce nonostante le cure. È giusto questo bisogno clinico tuttora insoddisfatto ad aver portato l’Ema a inserire Rasonque nel progetto Cancer Medicines Pathfinder, l’iniziativa che individua farmaci potenzialmente prioritari per rispondere a esigenze mediche rilevanti.
Una valutazione accelerata per ridurre i tempi di attesa
L’iter di valutazione è stato avviato all’inizio dello scorso mese di luglio e si è svolto attraverso una procedura graduale, che ha permesso al Chmp di esaminare i dati sulla qualità, sugli aspetti non clinici e sui risultati clinici man mano che venivano presentati dall’azienda produttrice. Questo approccio ha consentito di avviare la valutazione con diversi mesi di anticipo rispetto alla presentazione della domanda completa e, contestualmente, di ridurre i tempi di esame a meno di 150 giorni. Non è una cosa da poco, considerando che la procedura standard può richiedere fino a 210 giorni effettivi, a cui si aggiungono i tempi necessari per le risposte dell’azienda, con una durata complessiva che può arrivare a circa un anno. Secondo l’Ema, l’esperienza maturata con Rasonque contribuirà a definire l’impiego più ampio di questo modello di valutazione nell’ambito della nuova normativa farmaceutica europea. L’obiettivo è accelerare l’esame delle terapie promettenti senza rinunciare agli standard di qualità, sicurezza ed efficacia.
Come funziona Daraxonrasib
Il principio attivo agisce sulle proteine Ras, coinvolte nei meccanismi che regolano la crescita e la sopravvivenza delle cellule. Nell’adenocarcinoma pancreatico, alcune mutazioni del gene Ras possono preservare queste proteine costantemente attive, favorendo la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. Daraxonrasib è un inibitore di Ras: si lega alla proteina ciclofillina A e forma con essa un complesso capace di interagire con le proteine Ras, bloccandone l’attività. Il meccanismo d’azione mira così a contrastare la crescita del tumore e a favorire la morte delle cellule neoplastiche.
Sopravvivenza mediana di 12,4 mesi nello studio clinico
I risultati alla base della valutazione riguardano uno studio internazionale di fase 3, sul campo, che ha coinvolto 500 pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico in progressione dopo un precedente trattamento sistemico. Nel 92 per cento dei partecipanti era stata confermata una mutazione Ras G12, che comprende alcune delle alterazioni più comuni associate alla malattia.
Nello studio, i pazienti trattati con Rasonque hanno registrato una sopravvivenza media di 12,4 mesi, rispetto ai 6,7 mesi osservati nel gruppo sottoposto a chemioterapia. Anche il tempo mediano trascorso senza un peggioramento della malattia è risultato più lungo: 7,2 mesi con Daraxonrasib, contro 3,6 mesi con la chemioterapia. Si tratta di risultati che indicano un beneficio clinico rispetto al trattamento di confronto nella popolazione studiata, in un contesto in cui le alternative dopo la progressione della malattia restano limitate. Tra gli effetti indesiderati più comuni rilevati durante il trattamento figurano diarrea, eruzioni cutanee, stomatite, nausea e vomito.
Il prossimo passaggio: l’autorizzazione europea
Il parere positivo del Chmp apre dunque, e finalmente, la strada alla decisione della Commissione europea sull’autorizzazione all’immissione in commercio. Solo dopo il completamento di questo passaggio e delle successive procedure nazionali sarà possibile definire le condizioni di accesso al farmaco nei diversi Paesi Ue.
Per i pazienti con tumore del pancreas metastatico, l’esito della valutazione rappresenta un avanzamento nell’accesso a una nuova opzione terapeutica. Restano ora da completare i passaggi regolatori e, a livello nazionale, le decisioni su prezzo, rimborso e disponibilità effettiva del trattamento.