Immigrazione dall’Algeria in barconi guidati da persone con disabilità
Di Giuseppe Giuliani
I barconi partivano da Annaba, Est dell’Algeria, diretti verso l’Italia, mentre il timone veniva affidato a persone con disabilità. Secondo quanto stabilito dagli investigatori e riportato da fonti giornalistiche algerine, le reti che organizzano l’immigrazione clandestina utilizzavano questo sistema per eludere i controlli, le responsabilità penali e sottrarsi ai controlli delle autorità.
Il fatto
La scorsa settimana, la Guardia costiera ha fermato 15 persone sospettate di far parte di un’organizzazione criminale che gestiva i “viaggi della speranza” tra Algeria e Italia. Il ruolo di timoniere delle imbarcazioni veniva spesso affidato a persone con disabilità.
Il centro delle operazioni era situato a El Bouni, un Comune della provincia di Annaba, considerato il luogo in cui si organizzano i viaggi verso la Sardegna.
Le indagini
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i migranti pagavano tra 500mila e un milione di dinari algerini (da 3.300 a 6.600 euro) a persona per raggiungere l’Isola.
Le indagini vanno avanti per identificare i responsabili dell’organizzazione e ricostruire tutta la rete. Il sospetto è che le persone con disabilità siano state utilizzate per aggirare la legge algerina che vieta la partenza clandestina dal territorio nazionale.
Il precedente
In un caso già affrontato sul piano giudiziario, un uomo con disabilità a una mano è stato condannato a tre anni di carcere e a una multa per il suo coinvolgimento nell’organizzazione e per aver guidato un’imbarcazione durante la traversata. Gli organizzatori sono stati condannati, ma al momento risultano latitanti.