Uganda, un progetto contro il pregiudizio
Di Giuseppe Giuliani
Il programma coinvolge bambini con gravi disabilità di Rushoroza, sud-ovest dell’Uganda. Le suore di Nostra Signora del Buon Consiglio garantiscono scuola, sostegno alle famiglie e attività di inclusione per oltre cento bambini e le loro comunità. Si tratta di bambini che non avevano accesso all’istruzione e, grazie alla collaborazione tra le suore e la Scuola Primaria Santa Maria Teresa di Rushoroza è nata una sezione per bambini con bisogni speciali.
Le suore
Le Suore di Nostra Signora del Buon Consiglio, come racconta in un articolo Vatican news, concentrano la loro attenzione su istruzione, orientamento familiare, consulenza e benessere sociale. La sezione per bisogni speciali è stata avviata nel 1939 dalle Suore canadesi alle quali quelle del Buon Consiglio sono collegate. La sezione per disabili perse le sue funzioni quando le suore canadesi se ne andarono.
A influire sulla questione anche alcune credenze della popolazione locale: alcune disabilità sono considerate una maledizione o una sfortuna all’interno della famiglia e questo porta all’emarginazione dei piccoli e anche dei loro familiari.
La sezione speciale
Al momento, sono 108 i bambini con disabilità, maschi femmine, che frequentano la scuola elementare di Santa Maria Teresa. Ma l’attività delle religiose non si ferma all’istruzione: effettuano visite nelle case e invitano le famiglie a mandare a scuola i bambini con gravi disabilità. Hanno fatto anche opera di convincimento nella comunità affinché i bambini disabili venissero accettati.
Inoltre, le suore intervengono anche per ridurre la malnutrizione tra i bambini, le donne e le famiglie imparano come preparare diete equilibrate per i bambini a prezzi accessibili.
La comunità
La risposta della comunità è stata positiva, l’atteggiamento sta cambiando e le famiglie vengono aiutate. I gruppi si sostengono a vicenda e imparano gli uni dagli altri. Piantano anche verdure per aiutare a integrare la dieta dei loro figli. I gruppi di sostegno hanno anche avviato il progetto di un porcile per sostenersi e costruire l’economia delle famiglie.