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Il 29 ottobre è la Giornata mondiale dell’ictus

Di Giuseppe Giuliani

ictusIn Italia si registrano circa 100 mila casi l’anno di ictus e più di 1 milione di persone convivono con le conseguenze della malattia. Un cervello colpito da ictus porta alla perdita ogni minuto di 2 milioni di neuroni e di miliardi di connessioni garantite da sinapsi, ecco perché è fondamentale riconoscere i sintomi e intervenire immediatamente. Il messaggio, in occasione della Giornata mondiale dell’ictus 2026 in programma giovedì 29 ottobre e promossa dall’Organizzazione mondiale dell’ictus cerebrale, è “Il tempo è cervello”.

Il “peso” dell’ictus

Secondo la World stroke organization, una persona su quattro andrà incontro a un ictus nel corso della vita. In Europa si registrano oltre 1,1 milioni di nuovi casi ogni anno e circa 460mila decessi.

In Italia si stimano circa 100mila nuovi ictus ogni anno, mentre oltre un milione di persone convive con gli esiti della malattia che possono tradursi in disabilità motorie, disturbi del linguaggio, deficit cognitivi, alterazioni emotive e perdita dell’autonomia. L’ictus rappresenta una delle principali emergenze sanitarie.

In Italia

Nel nostro Paese, la Giornata è sostenuta dall’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale (A.L.I.Ce.) che rappresenta le persone colpite da ictus e i loro caregiver, e l’Italian stroke association-Associazione italiana ictus (Isa-Aii), la principale società scientifica italiana che si occupa di malattie cerebrovascolari.

Anche le due organizzazioni ricordano che ogni minuto di ritardo riduce le possibilità di cura con le terapie più appropriate e aumenta il rischio di morte o di disabilità permanente. A.L.I.Ce. opera quotidianamente nelle scuole e nei territori per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e dell’informazione, Isa-Aii ricorda l’esistenza di terapie estremamente efficaci, ma sottolinea anche in questo caso l’importanza dei tempi di intervento.

“Fast e Befast”

Quello del tempo di intervento è il punto fondamentale per affrontare un ictus. Per questo, la World stroke organization promuove gli acronimi Fast e Befast, strumenti per riconoscere rapidamente i sintomi.

Fast sintetizza i segnali più frequenti di un ictus: Face, un lato del volto si abbassa; arms, un braccio è debole o non si solleva; speech, il linguaggio è confuso o incomprensibile; time, è il momento di chiamare subito il 112.

Befast comprende due sintomi altrettanto importanti: Balance, perdita improvvisa dell’equilibrio o vertigini; eyes, alterazioni improvvise della vista.

Intervenire sempre!

Anche se i sintomi spariscono è necessario l’intervento medico: potrebbe trattarsi di un attacco ischemico transitorio (Tia), spesso il primo segnale di un ictus imminente oppure già in corso. Ogni ritardo riduce le possibilità di recupero e può compromettere l’accesso alle terapie più efficaci.

Le cure

La trombolisi endovenosa e la trombectomia meccanica hanno aumentato le possibilità per molti pazienti di limitare i danni cerebrali e la disabilità. Ma anche l’efficacia di queste terapie dipende dalla rapidità con cui vengono somministrate. Ancora un a volta, il tempo è fondamentale.

“Eroi veloci”

Fast Heroes è il progetto educativo gratuito internazionale rivolto alle scuole dell’infanzia e primarie con l’obiettivo di insegnare ai bambini a riconoscere i sintomi dell’ictus e a trasmettere queste conoscenze ai nonni e alle famiglie. In questo modo, i bambini diventano veri e propri ambasciatori della prevenzione, contribuendo a diffondere nella popolazione una cultura della tempestività.

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