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Il presidente Uici chiede taxi gratuiti per i non vedenti

Di Giuseppe Giuliani

taxiIl nodo è quello dell’autonomia delle persone cieche o ipovedenti, tra gli strumenti per agevolarla, Mario Barbuto presidente nazionale dell’Unione italiana dei ciechi e ipovedenti (Uici), propone maggiore accessibilità nei trasporti. Un’ipotesi sarebbe quella  di renderli gratuiti, taxi compresi, per facilitare gli spostamenti. Il presidente Uici ha avanzato la proposta nei giorni scorsi nel corso del convegno “Oftalmologia&Disabilità“.

La richiesta

Barbuto ha proposto alla Regione Lombardia di pensare a un servizio di trasporto pubblico gratuito per le persone non vedenti o ipovedenti, spiegando di riferirsi «non solo al sistema tranviario e degli autobus, ma anche al sistema dei taxi che possono contribuire sicuramente a rendere più facile lo spostamento delle persone». Il presidente nazionale Uici ha anche sollecitato tempi più rapidi per le prestazioni oculistiche.

Il problema

Il riferimento è agli ostacoli che una persona con disabilità visiva incontra tutti i giorni anche per raggiungere la scuola o il posto di lavoro. La situazione è ancora più problematica a Milano per il traffico e gli ostacoli che una persona non vedente deve affrontare.

«A questo» secondo il presidente Uici, «si aggiunge il problema dell’assistenza scolastica, sostenuta e supportata, ma ancora in sofferenza rispetto alle necessità e ai bisogni».

La Lombardia

L’analisi si è concentrata sulla situazione della Lombardia, il convegno, organizzato dalla Fondazione Sacra Famiglia, si è svolto a Cesano Boscone, nella città metropolitana di Milano.

La situazione della regione è migliore rispetto a quella nazionale, così come evidenziato recentemente da Agenas per quanto riguarda le prenotazioni e la risposta delle strutture pubbliche. Restano criticità però per ciò che concerne lo studio e la possibilità di muoversi in autonomia, oltreché per le necessità delle persone anziane.

I dati positivi

Vanno sottolineati anche gli aspetti positivi, come quelli riguardanti i servizi medico-oculistici con quattro centri specializzati che garantiscono le risposte necessarie. Barbuto cita anche i centri oculistici sociali che l’Uici mette a disposizione non solo degli associati, ma di tutta la popolazione. 

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