Il Premio Olivetti per l’accessibilità culturale
Di Giuseppe Giuliani
La prima edizione del Premio Olivetti promosso dal ministero della Cultura per individuare, sostenere e valorizzare progetti capaci di favorire l’accesso ai luoghi, ai servizi e alle attività culturali, raccoglie 680 candidature. Adesso, si procederà con la selezione: i risultati si conosceranno entro il prossimo mese.
Il premio
Il premio è parte del Piano Olivetti per la Cultura. L’intenzione è quella di promuovere un concetto più ampio di accessibilità, capace di comprendere la dimensione fisica, sensoriale, cognitiva, digitale, economica e sociale e di coinvolgere direttamente le comunità nella progettazione e nella produzione culturale.
Quattro sezioni
Il Premio prevede quattro sezioni: musei, patrimonio culturale e territorio; attività culturali; welfare aziendale e rigenerazione culturale; progetti sperimentali del Ministero della Cultura.
Per quanto riguarda i musei, il patrimonio culturale e il territorio si fa riferimento a progetti in grado di rafforzare quei luoghi come presìdi civili, educativi e sociali.
Per le attività culturali si guarda a iniziative che eliminano barriere di vario tipo all’interno di festival, rassegne cinematografiche e teatrali, spettacoli dal vivo, appuntamenti letterari e programmi di promozione della lettura. La sezione welfare aziendale e rigenerazione culturale include progetti promossi dalle imprese per accrescere il benessere culturale, creativo e relazionale delle lavoratrici e dei lavoratori e migliorare la qualità della vita nelle comunità di riferimento.
Infine, per ciò che concerne i progetti sperimentali degli Istituti del Ministero della Cultura, si fa riferimento a modelli innovativi sviluppati dagli uffici, dagli istituti centrali e periferici e dai luoghi della cultura del Ministero della Cultura, destinati a essere messi a sistema e replicati.
Gli obiettivi
Si vuole intervenire per compensare la carenza di strutture e opportunità di accesso, partecipazione e fruizione soprattutto nelle periferie, nella aree interne e nelle zone marginali dal punto di vista sociale culturale ed economico.
Saranno valutate anche la capacità di utilizzare le tecnologie per ampliare la partecipazione, la qualità del coinvolgimento delle comunità e l’efficacia delle soluzioni adottate per superare ogni forma di barriera. Il premio non intende solo individuare i migliori progetti, ma contribuire alla costruzione di una cultura dell’accessibilità nella quale l’inclusione abbia un ruolo fondamentale.
I riconoscimenti
Ai progetti selezionati, tre per ciascun ambito, sarà assegnato un premio di 100mila euro ciascuno, destinato a sostenere il raggiungimento dell’obiettivo. Non otterranno riconoscimento economico, ovviamente, i progetti presentati dagli Istituti del ministero della Cultura.
Lo scopo dei riconoscimenti di consentire lo sviluppo di progetti che possano produrre un impatto culturale e sociale e produrre ricadute durature.
I criteri di valutazione
Per la valutazione si terrà conto della coerenza con i valori del modello olivettiano, l’impatto culturale, sociale e territoriale, la durata delle ricadute, la replicabilità e trasferibilità delle esperienze, la qualità culturale e delle partnership e l’esperienza dei soggetti proponenti.
Il ministro Giuli
Per il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, «il Piano Olivetti mette la persona e le comunità al centro delle politiche culturali e punta sulle aree interne e sui territori nei quali è più urgente promuovere la rigenerazione culturale». Il Premio nasce per individuare, sostenere e valorizzare progetti capaci di ampliare l’accesso ai luoghi, ai servizi e alle attività culturali, rafforzando il rapporto tra patrimonio, creatività e comunità.