Adattare l’auto per una persona con disabilità costa troppo
Di Giuseppe Giuliani
Il problema numero uno è quello dei costi: quelli necessari per adattare una vettura alle esigenze di una persona con disabilità. Le soluzioni tecniche si trovano, ma la loro realizzazione resta un ostacolo dal punto di vista economico.
Sono 260mila le persone con disabilità motorie in possesso di una patente speciale e che si sono rivolte al Centro superiore integrato per la mobilità accessibile (Csima) per individuare gli adattamenti del veicolo più adatti alle loro condizioni. Ma troppo spesso il percorso si ferma lì.
La denuncia
È l’Anglat, l’associazione nazionale che si occupa della tutela del diritto alla mobilità, all’accessibilità e all’autonomia delle persone con disabilità e delle loro famiglie, a evidenziare il problema.
L’associazione esprime un giudizio positivo sulla formazione promossa insieme al Ministero dei Trasporti e rivolta alle Commissioni mediche locali delle Direzioni generali territoriali d’Italia sul nuovo Prontuario adattamenti, lo strumento che da due anni definisce i criteri per la valutazione dell’idoneità alla guida e degli adattamenti pensati anche per le disabilità più severe.
Il presidente di Anglat
Claudio Puppo, presidente Anglat, spiega che da quando le Commissioni mediche locali partecipano alla formazione, «sono aumentati gli accessi al Csima di persone con esigenze specifiche di adattamento e con patologie particolarmente complesse come tetraplegia, distrofia muscolare e sclerosi multipla».
Gli strumenti
Sono due gli strumenti che rendono possibile valutare le condizioni di chi deve guidare l’auto e quali modifiche siano necessarie. Il valutatore misurale forze e i movimenti residui del conducente, certificando quali comandi può effettivamente utilizzare.
Il simulatore riproduce le condizioni di guida, consentendo alla persona di sperimentare gli adattamenti prima ancora di salire su un veicolo reale.
Ci sono anche soluzioni tecniche più avanzate come i comandi hand-controls (leve e cerchielli sul volante che agiscono su freno e acceleratore), in modo da poter guidare senza utilizzare i pedali.
C’è anche la possibilità di avere il pedale dell’acceleratore a sinistra o pedali utilizzabili dal piede sano, ma anche adattamenti con impugnature per lo sterzo e sistemi di comandi integrati per facilitare l’accesso a luci, frecce e clacson.
Le soluzioni
Stefano Venturini, segretario nazionale Anglat, spiega come si lavori sul fronte istituzionale per ottenere l’ampliamento delle agevolazioni fiscali. In particolare, il confronto è aperto con il ministro per le Disabilità riguardo le leggi nazionali e con la Regione Lazio per quelle su leggi regionali.
L’obiettivo vero, è però fare in modo che i tanti intenzionati ad adattare il proprio veicolo possano trovarsi davanti costi accessibili.