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Corsi di Tai Chi con Ierfop e Accademia culture orientali

Di Giuseppe Giuliani

Manca e PiliIl progetto nasce dalla collaborazione tra Ierfop e l’Accademia Culture Orientali diretta da Giancarlo Manca. Il tai chi, antica arte marziale cinese, diventa strumento riabilitativo per le persone con disabilità visiva, ma anche mezzo per favorire il benessere psicofisico.

Il corso

Prevede trenta ore di attività per venti partecipanti tra persone con disabilità visiva e operatori. Lo scopo è quello di valorizzare le capacità individuali e di autonomia delle persone non vedenti o ipovedenti e, allo stesso tempo, fornire ulteriori strumenti di sostegno agli operatori.

Il Tai Chi

Il tai chi, o tai chi chuan, è un’antica disciplina cinese che unisce movimenti lenti, respirazione e concentrazione. In passato utilizzato come tecnica di autodifesa, oggi, viene praticato per migliorare equilibrio, elasticità e benessere mentale, aiuta a ridurre lo stress, aumentare la concentrazione e rafforzare il corpo. I movimenti controllati coinvolgono muscoli profondi e migliorano postura e coordinazione.

Si tratta di una disciplina adatta a tutte le età e consigliata anche agli anziani per migliorare l’equilibrio e ridurre il rischio di cadute. Uno dei principi fondamentali è quello dello Yin e Yang, cioè l’equilibrio tra opposti complementari.

L’Accademia Culture Orientali

Ѐ guidata da Giancarlo Manca, direttore tecnico della nazionale italiana di Wushu – kung fu e tai chi chuan.

Manca parla dell’iniziativa come di un «progetto di inclusione sociale che, attraverso la pratica del tai chi, si pone l’obiettivo di migliorare l’equilibrio, la coordinazione, la percezione corporea e l’autonomia delle persone non vedenti e ipovedenti».
Ierfop

Il presidente di Ierfop Roberto Pili sottolinea l’importanza del tai chi dal punto di vista neuro-motorio perché «favorisce l’equilibrio emotivo e attraverso il controllo della respirazione, la propriocezione e l’allineamento posturale, viene stimolata la neuroplasticità e il senso dell’equilibrio, riducendo lo stress e favorendo uno stato di benessere».
Bachisio Zolo, direttore della Formazione di Ierfop, punta la sua attenzione «sulla scelta di far lavorare insieme utenti e operatori, facendo sì che il corso diventi un vero e proprio laboratorio d’apprendimento bilaterale: da una parte aumenta l’autonomia dei partecipanti con disabilità visiva, dall’altro si danno agli operatori strumenti utili a perfezionare le tecniche di supporto».

L’associazione nazionale fisiatri

Il progetto coinvolge anche l’Associazione nazionale fisiatri (Anf). Ai fisiatri, agli esperti di medicina sociale e psicologia clinica sarà affidato il compito di valutare i miglioramenti dei partecipanti ai corsi.

Saranno tenuti sotto esame la mobilità, la coordinazione, la fiducia nelle proprie capacità di autosufficienza e il benessere generale.

Il segretario nazionale dell’Anf, Mauro Piria conferma che sarà l’Associazione fisiatri «a valutare gli esiti dell’attività sotto il profilo fisiatrico così da verificarne i benefici e le potenzialità riabilitative».

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