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Uici Cagliari presenta le opere realizzate nell’ambito del progetto A City To Touch

Di Roberta Gatto

giochiLa Sezione territoriale dell’Uici di Cagliari presenta la giornata conclusiva di “A City To Touch – Costruire per conoscere senza barriere”. L’incontro è previsto mercoledì 11 novembre alle 10 nella Sala dell’Affresco – ex Convento dei Cappuccini, in Via Brigata Sassari 4, a Quartu Sant’Elena.

Il progetto

A City to Touch ha coinvolto otto ragazzi con disabilità visiva in un progetto dove l’inclusione ha incontrato la creatività. Attraverso i mattoncini Lego, i giovani partecipanti hanno infatti riprodotto in scala uno dei monumenti più iconici del capoluogo sardo: la Torre dell’Elefante. Il tutto, dando vita a originali riproduzioni architettoniche.

Costruire per conoscere

Il laboratorio ha permesso ai ragazzi di sperimentare nuove modalità di conoscenza e apprendimento. Un’esperienza dove il tatto è diventato uno straordinario strumento per esplorare e comprendere il mondo che ci circonda, valorizzando capacità, talento, autonomia e potenzialità delle persone con disabilità visiva.giochi

L’incontro conclusivo offre pertanto l’occasione di ammirare i manufatti realizzati, ascoltare le testimonianze dei partecipanti e condividere i risultati del progetto. «Sarà un momento di partecipazione e valorizzazione di un’esperienza inclusiva» spiega la presidente dell’Uici di Cagliari Roberta Saba, «nel quale le creazioni e le voci dei ragazzi saranno al centro».

Il sostegno e le collaborazioni

Il progetto è finanziato dalla Fondazione di Sardegna, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio regionale della Sardegna e realizzato in collaborazione con il Comune di Quartu Sant’Elena.

L’Uici invita tutti e tutte a partecipare, per mostrare il proprio sostegno alle iniziative volte a promuovere l’inclusione, l’accessibilità e la piena partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita culturale e sociale del territorio. «Condividere questo momento significa dare valore alle esperienze e alle potenzialità dei giovani» conclude Saba.

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